IL RISVEGLIO NATURALE: “Un cambiamento di prospettiva”

Nel corso dell’anno 2007, all’interno dei Nuclei Alzheimer (dove lavoro dal lontano 1995), ci è stata data la possibilità di attuare un progetto che permettesse la sperimentazione del modello assistenziale  coniato da Moyra Jones:”Gentle Care”.

L’attuazione del progetto “Risveglio naturale” è stata per noi operatori dei Nuclei Alzheimer l’occasione di dimostrare che prendersi cura dell’anziano affetto da demenza, è una capacità che non è assimilata definitivamente, ma può essere smarrita, può essere distorta e va affermata e ricercata quotidianamente attraverso un lavoro di autovalutazione e di confronto con noi stessi e con l’equipe, ponendoci come comune obiettivo il benessere e la dignità di vivere delle persone che vengono affidate alle nostre cure.

Il gruppo di lavoro che ha realizzato il progetto, è partito dal presupposto che i modelli assistenziali attuali sono fondati sulle esigenze dell’organizzazione, sui piani di lavoro e di conseguenza sulle necessità degli operatori, che spesso giustificano il loro agire schematico e frettoloso con l’urgenza di “stare nei tempi”.

A questo punto, ispirandoci al modello assistenziale citato in precedenza  , ci siamo posti delle semplici domande:

– Non abbiamo tempo per fare cosa?;

– Lamentiamo poco tempo per noi o per  i nostri pazienti?;

– Ci piacerebbe essere svegliati alle 6:00 del mattino, essere lavati e vestiti in 10 minuti e poi vagare in corsia in attesa che altri 22 pazienti subiscano lo stesso trattamento per poi finalmente poter fare una veloce colazione?;

– Esiste un modo per garantire a queste persone un’assistenza dignitosa senza per questo dover modificare i loro ritmi biologici e senza creare in loro paure che degenerano poi in episodi di aggressività o altri disturbi del comportamento?;

Ci siamo resi conto che l’unico modo per rispondere a queste domande era quello di provare a cambiare le cose sostituendo al consueto piano di lavoro, programmi più flessibili consentendo  ai pazienti di svegliarsi spontaneamente, essere assistiti per le cure igieniche, collaborare con noi al rifacimento del proprio letto (dove possibile!) per fare poi colazione in luoghi poco affollati ed infine, assumere le terapie. Tutto ciò, nell’intento di  riprodurre quella che generalmente è per ognuno di noi una giornata priva di impegni lavorativi o di altro genere.

Attraverso schede redatte da noi, abbiamo monitorato quotidianamente le reazioni dei nostri pazienti e le impressioni degli operatori per poi incontrarci con cadenza quindicinale mettendo a punto strategie per  risolvere i problemi incontrati nella sperimentazione.

Le difficoltà sono state molte, partendo da quelle  psicologiche legate all’elasticità e alla disponibilità al cambiamento degli  operatori, per arrivare a quelle pratiche e  organizzative che si sono evidenziate soprattutto nel far coincidere le esigenze di reparto con quelle dei servizi come la cucina, l’organizzazione delle pulizie, l’intervento dei volontari e le visite dei famigliari.

Introdurre nella nostra realtà il  Risveglio naturale è stato per noi una sfida che ha richiesto impegno e fatica ma che a distanza di un anno dalla sperimentazione, vede finalmente i risultati attesi e sperati.

All’interno dei nostri Nuclei, attualmente non esiste più “Il giro dell’alzata,” “il giro delle colazioni” e” il giro  letti”, ora nei  nostri nuclei i tempi del mattino sono scanditi dal ritmo biologico delle persone residenti.

E’ opinione diffusa (purtroppo) che  essere operatori sanitari in RSA, sia meno gratificante rispetto all’esserlo nelle unità operative ospedaliere, è anche per questo che vogliamo dimostrare che laddove la tecnica e  i ritmi frenetici ricoprono un ruolo meno ampio, possiamo incentrare le nostre energie e i nostri sforzi nell’esaltare il prendersi cura attraverso la relazione e il rispetto delle esigenze delle persone che ci troviamo di fronte.

Ci auspichiamo che il  “Risveglio naturale” sia solo l’inizio di un cambiamento che arrivi in futuro ad  interessare  l’intera  giornata dei nostri pazienti affinché la qualità assistenziale in cui tutti crediamo si concretizzi nella quotidianità.

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