Immergersi nell’altro

Una semplice giornata di lavoro; una donna la cui mente viene trasportata in un mondo passato, fatto di difficili relazioni famigliari, dove il desiderio della casa materna diventa necessità impellente, per sfuggire ad una sofferenza che diventa insopportabile.
Io sento una forte attrazione verso questo “piccolo mondo” interiore e non posso fare a meno di immergermi nelle sue acque profonde e turbolente. Il suo passato diventa per me un codice per tentare di “capire” la natura delle ferite che le rendono inaccettabile la vita.
Lasciandomi condurre dai suoi sentimenti, ma cercando di addolcire quelli troppo amari, percepisco un senso di impotenza nei confronti di una malattia (Alzheimer) che non dà la possibilità di risolvere definitivamente il passato. Tutto viene continuamente cancellato e poi riscritto, in un continuo ripercorrere strade, senza via di uscita.
Vorrei che lei potesse vedere il sole, ammirare i fiori che tanto ama, avere un amico con cui condividere la vita; vorrei che potesse ritrovarsi in quella “casa” dove l’abbraccio caldo di sua madre trasformasse questa esperienza di malattia in un ricordo che dolcemente svanisce.
Nonostante i miei desideri, mi ritrovo qui a piangere, come se quelle acque fossero le mie, ma fortunatamente ho ancora la forza per riemergere, restando a guardare ciò che non riuscirò mai a “comprendere”: la sofferenza umana.

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