Insegnare a prendersi cura dell’altro: un’esperienza di crescita reciproca

Mai avrei pensato di trovarmi, un giorno, ad insegnare ad un gruppo di persone che, come me, hanno scelto di dedicarsi al lavoro di cura!

Invece, complice il destino, mi sono trovata nel luogo giusto al momento giusto e la proposta è arrivata!

Insegnare è una parola che mi spaventa, preferisco pensare di essere stata chiamata a trasmettere ad altri la mia esperienza personale perchè credo che, alla fine, sia questo il vero significato dell’insegnamento: mettersi in gioco in prima persona, poichè il primo strumento che ognuno di noi ha a disposizione, nel lavoro come nella vita, siamo proprio noi stessi, con le nostre debolezze, i nostri punti fermi ed il bagaglio di esperienze che abbiamo alle spalle, senza dimenticare le indispensabili competenze tecniche.

Ho faticato molto per superare la timidezza e il senso di inadeguatezza, ma grazie ad una persona speciale e al sostegno morale e tecnico che ha saputo darmi, ci sono riuscita!

Nel lavoro di cura, ritengo di fondamentale importanza avere vicino  colleghi e amici che condividono con te la passione per questo lavoro meraviglioso che tanto ti toglie in termini di fatica, ma tanto ti regala in soddisfazioni ed emozioni forti.

Il confronto con un collega, anche quando è scontro, è motivo di riflessione e  di crescita  continua ed è indispensabile per ricaricarsi e darsi forza anche nei momenti difficili.

Approfitto quindi per ringraziare Luca perchè senza il suo aiuto probabilmente non vi starei raccontando questa esperienza meravigliosa!

Avrei dovuto “insegnare” delle tecniche, e credo di averlo fatto come meglio potevo, ma ciò che più mi auguro, è che sia arrivato il messaggio che anche a me è arrivato forte e chiaro leggendo “Vissuti di cura”, uno dei testi che trovate consigliati nel blog:

“CURA SI TROVA DOVE LA TECNICA E’ AL NOSTRO SERVIZIO E NON DOVE SOSTITUISCE LA PRESENZA E IL CALORE UMANO.

CURA SI TROVA NELLE PERSONE, TUTTE, CHE INCONTRANDOSI SI LASCIANO EMOZIONARE, SI TROVA NELLA CAPACITA’ DI LASCIARSI ATTRAVERSARE DALLE EMOZIONI, DAI SENTIMENTI CHE COGLIAMO E METTIAMO A DISPOSIZIONE, CURA E’ RELAZIONE EMOZIONALE, INCONTRO CHE GENERA SIGNIFICATO DI VITA”.

Non posso sapere con certezza se gli studenti ai quali ho dedicato il mio tempo, diventeranno dei bravi operatori di cura, ma sono sicura di essermi fatta conoscere per quella che sono, professionalmente e umanamente e se in futuro nutriranno anche solo la metà  dell’amore per il proprio lavoro e per le persone malate che assisteranno, rispetto a quello che io nutro, be’, allora a me può bastare!

Durante l’esperienza di insegnamento, abbiamo utilizzato molti strumenti di lavoro: noi stessi, le immagini, la poesia, la letteratura e il cinema.

Al termine del corso, l’unico strumento che ancora non avevamo utilizzato era la musica ed è per questo che come regalo di buon augurio per la loro nuova professione, ho voluto utilizzare una meravigliosa canzone sulla quale ho tradotto in immagini la nostra esperienza, eccolo:

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