Ingmar69

UN INFERMIERE
Sono Luca, ho 39 anni e vivo in un piccolo paese della provincia di Bergamo. Il mio primo interesse all’età di 13 anni è stato la cucina, quindi ho pensato bene di iscrivermi al corso presso la scuola alberghiera; non avendo trovato disponibilità di posti ho deciso di frequentare quello di sala-bar. Durante il percorso di studi, nei mesi estivi, ho avuto la possibilità di sperimentare la bellezza di questo lavoro presso grandi alberghi italiani, dove ho conosciuto personaggi di ogni ceto sociale e cultura. Anche dopo essermi diplomato ho continuato a fare edificanti esperienze lavorative in questo campo, dandomi così la possibilità di affinare le mie conoscenze, non solo tecniche ma anche umane. Durante il mio girovagare tra un lavoro e l’altro, ciò che più mi ha affascinato è stato l’incontro con la sofferenza umana legata a disturbi psichici e all’età che avanza; mi sono accorto che la comunicazione con queste persone era efficace, quanto una terapia farmacologica, nell’alleviare la loro sintomatologia dolorosa. Tutto questo, unito alla mia attitudine al soddisfacimento dei bisogni degli altri, mi ha poi portato a desiderare di diventare un infermiere.

Mi sono quindi diplomato come infermiere nel 1994; il mio primo posto di lavoro è stato nella casa di riposo presso la quale lavoro attualmente. Questa scelta non è stata semplice, perché alcuni reparti ospedalieri dove avevo svolto il tirocinio mi avevano affascinato. Nonostante ciò, ho scelto di lavorare in un luogo di cura messo ai margini della società, dove la presenza della tecnologia è scarsa e la guarigione dalle malattie è spesso impossibile; questo è stato per me una sfida professionale ed umana; una sfida per comprendere la vita e la morte; una sfida per far vincere gli ultimi; una sfida contro chi pensa che non ci sia cura senza guarigione; una sfida per dare la dovuta dignità alla vecchiaia.

Dopo un anno di lavoro in un reparto per non autosufficienti, ho scelto di fare una nuova esperienza con le persone affette da demenza, approfittando dell’apertura di un reparto dedicato a questa “particolare”condizione. L’assistenza in questo campo mi ha permesso di esprimere non solo tutte le mie qualità, ma anche di scoprire quegli aspetti più reconditi della mia personalità, compresi quelli negativi. Le soddisfazioni, nonostante le difficoltà, sono state numerose e importanti per la mia vita.
Oggi mi piacerebbe avere l’opportunità di condividere le esperienze, i progetti, le idee con chi si occupa, a diverso titolo, di assistenza in ambito geriatrico e nello specifico a persone affette da demenza. Spero che anche questo piccolo strumento (blog) possa aiutarmi a costruire una rete di persone interessate a questo affascinante “mondo”.

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3 risposte a “Ingmar69

  1. Ciao Luca, sono contenta che hai aperto il blog, l’ho guardato ora insieme a Manuel; finalmente questo tuo progetto si realizza, spero che avremo molto da discutere in futuro.
    Il nostro augurio è quello che tu possa creare una rete di persone che condividono lo stesso percorso lavorativo e umano!

    Ci vediamo presto Chiara e Manuel

  2. ciao Luca, sono Elena, alias, la casa del topolino rosso su cui oggi hai messo un commento ad un post. Ho provato nel pomeriggio a scriverti, ma probabilmente ho sbagliato qualche cosa perchè ho visto che il messaggio che ti avevo lasciato non compare sull’ultimo articolo del tuo blog. Per cui provo ora. Mi fa piacere leggere i tuoi pensieri che trasmettono passione per il lavoro che fai, ma soprattuto rispetto e amore per le persone in quanto tali.
    Ho messo un link al mio blog così chi passerà, avrà la possibilità di conoscere te e la tua amica Anouk. Sarebbe bello creare una rete di blog che parlano di questa malattia, ma anche della demenza in genere. Per poter aiutare, ma anche crescere nello scambiarsi le esperienze. Per qualsiasi comunicazione usa la mia mail che ho messo nel campo obbligatorio di questo post.
    Un saluto e complimenti per il blog.
    topolino rosso

  3. ho trovato per caso questo sito, e leggendo la testimonianza di luca, i vari passaggi di lavoro e la vicinaza con i pazienti, mi hai fatto venire la pelle d’oca. Con questa tua scelta, a dir poco una scelta, ma una vocazione, veramente una chiamata. Quelli che tu dci, che sei nel mondo degli ultimi, invece, sei il primo nel mondo degli angeli. Si loro sono i veri angeli viventi, che questa società perversa se ne è dimenticata, dando molto spazio a cose di molto menop valore e di solo apparenza. Grazie Luca, per la tua scelta, a che tu possa essere di esempio a tanti come me, ad avvicinarci come te agli angeli viventi. Gerardo

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